E poi lo chiamano amore. Quello di chi anela fino alla morte avere briciole di vita, senza impegnarsi nella costruzione se non di castelli fatti per cadere. Amore come un peccato, di vita non vissuta e persa nell'illusione che esista ancora tempo per godere.
Non c'è tempo, se lo butti ai rovi pensando ad un futuro che non viene.
Nessun principe azzurro, o rosa senza spine da attendere su un prato sempre verde di speranze. Vivi! Non irritarmi con menzogne inutili! Vivi la vita ora, questa di gioie e lacrime e dolori, ora che senti forte in cuore battere l'ardore e la paura ancor ti fa tremare.
... ma quanto è dura, stare ad aspettare il sole che muore.
Là dove perdon senso i fatti, ecco parole prender lentamente forma e giri senza fine condurre il tempo a perdersi in un sogno. L'angolo di Chimera è qui, per quello.
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07 giugno 2007
26 marzo 2007
Riflessioni/ Piccola
Piccola mi sento, lontana dal mondo, come in un volo sparso e senza senso in cui cerco di recuperare molecole di me.
Tu, alieno del mio tempo, così distante eppure così accanto, mondo che non conosco e che mi incanta, tu mi possiedi e lasci, porti con te ogni volta i miei sorrisi. Che lentamente più non mi appartengono, lasciandomi pozzanghere di lacrime.
Di tanto sogni spesi, neanche più uno a spegnermi il dolore, oggi che solitudine mi chiama amore e non riesco neanche più a parlare. Brutta, mentre il mondo mi vuol bella, brutta mi sento. E stanca, morta, priva di linfa e vita. Muove le gambe il tempo, l'ansia di fare mi accompagna e spinge. Proprio me! Che pure vorrei stare, giacere sotto un pino a farmi seppellire infertile come la terra che gli aghi crudeli privano di sole.
E questa durezza, che solo a tratti emerge dall'arte di essere serena, questa durezza so che fa paura. Perfino a me, che come struzzo infilo il capo in terra e lì mi ancoro, sperando che il vento cessi di sbrindellare ancora le mie piume.
Non c'è nessuno in grado di salvarmi.
Tu, alieno del mio tempo, così distante eppure così accanto, mondo che non conosco e che mi incanta, tu mi possiedi e lasci, porti con te ogni volta i miei sorrisi. Che lentamente più non mi appartengono, lasciandomi pozzanghere di lacrime.
Di tanto sogni spesi, neanche più uno a spegnermi il dolore, oggi che solitudine mi chiama amore e non riesco neanche più a parlare. Brutta, mentre il mondo mi vuol bella, brutta mi sento. E stanca, morta, priva di linfa e vita. Muove le gambe il tempo, l'ansia di fare mi accompagna e spinge. Proprio me! Che pure vorrei stare, giacere sotto un pino a farmi seppellire infertile come la terra che gli aghi crudeli privano di sole.
E questa durezza, che solo a tratti emerge dall'arte di essere serena, questa durezza so che fa paura. Perfino a me, che come struzzo infilo il capo in terra e lì mi ancoro, sperando che il vento cessi di sbrindellare ancora le mie piume.
Non c'è nessuno in grado di salvarmi.
03 agosto 2006
Riflessioni /in morte di Chiara
Gracida una cornacchia, che mi divora l'anima.
Tutto mi parla di te, in questo gorgo dove volontariamente mi sono infilata. Come quando ho partorito, e stringendo la mano di mia suocera gemevo "Basta.. basta.." per volermi sottrarre a quella sofferenza. "Basta che? - mi diceva lei - ormai ci sei!?"
Ed il mio ventre duole allo stesso modo.
Sto partorendo? A me sembra di dover morire.
Neanche la poesia potrà aiutarmi.
Ancora un lutto. E nessuno può capirlo, quanto di giustizia sia difficile spegnersi dentro.
Come spegnere il sole e rimanere al buio stordita.
Tu ci sarai sempre, dentro me. Non ho paura a usare questa parola. E' proprio quello che sento, un amore che non può morire, grande come il sole, come i colori dell'arcobaleno - così bello lontano ed inafferrabile - come tutti i sogni piegati per bene dentro il mio cassetto più segreto.
L'amore non finisce in un momento.
Ma Tu.. Tu era tempo che te lo aspettavi. Mi scrutavi ogni tanto, guardingo, sospirando poi quando io ti davo conferma del mio incondizionato amore. Senza impegno, ora mi rendo conto.
Quanto è facile amare, certe volte. Quanto è difficile farlo quando decidi che per amore muori oppure fai morir l'amore. Per il rispetto di quel sentimento che a volte così poco si accomuna al vivere quotidiano, ma rimane fra le righe di sospiri e di promesse eterne da condividere.
Gli uomini sono più bravi di me. Loro mi cancellano facilmente, privi degli sbalzi ormonali che a tratti mi avvinghiano il basso ventre facendomi urlare di lacrime e dolore - fino a desiderare di morire.. - loro riescono a scrivere parole di amianto che non mi uccidono per le ferite immediate, ma si annidano dentro rosicchiandomi l'anima. Come quella cornacchia che tutt'ora gracida.
Non sono un uomo.
Amo da donna, consumandomi il viso di mani che asciugano lacrime e pensieri di dolci momenti, cercando di rimanere asciutta - infine dovrò pur riuscirci?! - nell'animo privato di emozioni.
Chiara muore, lentamente spenta dalle scelte.
Tutto mi parla di te, in questo gorgo dove volontariamente mi sono infilata. Come quando ho partorito, e stringendo la mano di mia suocera gemevo "Basta.. basta.." per volermi sottrarre a quella sofferenza. "Basta che? - mi diceva lei - ormai ci sei!?"
Ed il mio ventre duole allo stesso modo.
Sto partorendo? A me sembra di dover morire.
Neanche la poesia potrà aiutarmi.
Ancora un lutto. E nessuno può capirlo, quanto di giustizia sia difficile spegnersi dentro.
Come spegnere il sole e rimanere al buio stordita.
Tu ci sarai sempre, dentro me. Non ho paura a usare questa parola. E' proprio quello che sento, un amore che non può morire, grande come il sole, come i colori dell'arcobaleno - così bello lontano ed inafferrabile - come tutti i sogni piegati per bene dentro il mio cassetto più segreto.
L'amore non finisce in un momento.
Ma Tu.. Tu era tempo che te lo aspettavi. Mi scrutavi ogni tanto, guardingo, sospirando poi quando io ti davo conferma del mio incondizionato amore. Senza impegno, ora mi rendo conto.
Quanto è facile amare, certe volte. Quanto è difficile farlo quando decidi che per amore muori oppure fai morir l'amore. Per il rispetto di quel sentimento che a volte così poco si accomuna al vivere quotidiano, ma rimane fra le righe di sospiri e di promesse eterne da condividere.
Gli uomini sono più bravi di me. Loro mi cancellano facilmente, privi degli sbalzi ormonali che a tratti mi avvinghiano il basso ventre facendomi urlare di lacrime e dolore - fino a desiderare di morire.. - loro riescono a scrivere parole di amianto che non mi uccidono per le ferite immediate, ma si annidano dentro rosicchiandomi l'anima. Come quella cornacchia che tutt'ora gracida.
Non sono un uomo.
Amo da donna, consumandomi il viso di mani che asciugano lacrime e pensieri di dolci momenti, cercando di rimanere asciutta - infine dovrò pur riuscirci?! - nell'animo privato di emozioni.
Chiara muore, lentamente spenta dalle scelte.
25 luglio 2006
Riflessioni / Sono una chimera
Sono una chimera, leggera e senza tempo.
Angolo di paradiso per chi vuole ispirarsi questa sera. Senza parlare, solo lentamente far l'amore.
Ma non chiedermi tempo, per favore.
Posso volare in alto, rapida e agile, come rapace furbo predatore. Posso cader veloce ed in picchiata trascinarti meco, pur nelle spire di cocente amore.
Ma non chiedermi tempo, per favore.
Vivo la vita per la sua larghezza, prendendo a morsi avidi le gioie e digerendo male i malumori, che mi dischiudon dentro l'amarezza.
E quando questo accade, in genere sparisco da me stessa. Come chimera muoio e come fenice il giorno poi risorgo.
Troppe parole a volte fanno male. Dammi silenzio, ora. Per favore.
Angolo di paradiso per chi vuole ispirarsi questa sera. Senza parlare, solo lentamente far l'amore.
Ma non chiedermi tempo, per favore.
Posso volare in alto, rapida e agile, come rapace furbo predatore. Posso cader veloce ed in picchiata trascinarti meco, pur nelle spire di cocente amore.
Ma non chiedermi tempo, per favore.
Vivo la vita per la sua larghezza, prendendo a morsi avidi le gioie e digerendo male i malumori, che mi dischiudon dentro l'amarezza.
E quando questo accade, in genere sparisco da me stessa. Come chimera muoio e come fenice il giorno poi risorgo.
Troppe parole a volte fanno male. Dammi silenzio, ora. Per favore.
06 luglio 2006
Riflessioni / donne 3
Dico ...
he di uomini si muore. Avete mai fatto caso come sono bravi loro a negarsi, non appena hanno capito di aver fatto presa sulla vostra psiche debole di donna? prima seduttori, si avvicinano facendovi sembrare di esser sempre presenti e pronti a togliervi di dosso ogni problema.
E più siete donne autonome, più vi lasciate bene abbindolare perchè ogni tanto anche la donna forte vorrebbe esser sorpresa di trovare un uomo capace almeno di eguagliarla.
Ed ecco la magia. Da donne seguite quasi inseguite a tratti.. vi ritrovate appese ad un telefono che non squilla più o lo fa di rado. Allora cosa fa la donna forte? Cerca immediatamente un bel rimpiazzo, anzi due che non si sa mai. E affoga i dispiaceri di un amore desiderato e perso nel gustoso sapor di amori sconosciuti. Si, perchè non ha mai senso lamentarsi, dannarsi l'anima per chi non ci segue. La donna, soprattutto quando è bella, viene trattata peggio di una pezza.
Certo, negli occhi di colui che amiamo vediamo tutto il mondo che vorremmo. E se lui è bravo a farci innamorare sa bene tender lacci e paraocchi. Tra le menzogne crea una vita credibile, che scivola silenziosa e puntuale sulla pelle. Ma quanti dubbi, se già sei passata per le mani di un bel seduttore.
Mi dite voi a che serve un fidanzato se non si può chiamarlo quando occorre? E questo 'occorre' è termine sottovalutato. Perchè può 'occorrere' anche solo per sentirsi dire "Buongiorno amore" o per perdere tempo quando l'ansia del mondo ci opprime e vorremmo solo una persona amica in grado di assecondarci.
Se siamo donne forti in cinico mode on allora reagiamo a questa totale inadeguatezza dell'uomo medio (seduttore o no) trovandoci una comoda storia clandestina con l'uomo bello e impossibile da cui sappiamo già - tacito accordo - di non poterci aspettare quel tipo di cose sopra citate.
...to be continued
he di uomini si muore. Avete mai fatto caso come sono bravi loro a negarsi, non appena hanno capito di aver fatto presa sulla vostra psiche debole di donna? prima seduttori, si avvicinano facendovi sembrare di esser sempre presenti e pronti a togliervi di dosso ogni problema.
E più siete donne autonome, più vi lasciate bene abbindolare perchè ogni tanto anche la donna forte vorrebbe esser sorpresa di trovare un uomo capace almeno di eguagliarla.
Ed ecco la magia. Da donne seguite quasi inseguite a tratti.. vi ritrovate appese ad un telefono che non squilla più o lo fa di rado. Allora cosa fa la donna forte? Cerca immediatamente un bel rimpiazzo, anzi due che non si sa mai. E affoga i dispiaceri di un amore desiderato e perso nel gustoso sapor di amori sconosciuti. Si, perchè non ha mai senso lamentarsi, dannarsi l'anima per chi non ci segue. La donna, soprattutto quando è bella, viene trattata peggio di una pezza.
Certo, negli occhi di colui che amiamo vediamo tutto il mondo che vorremmo. E se lui è bravo a farci innamorare sa bene tender lacci e paraocchi. Tra le menzogne crea una vita credibile, che scivola silenziosa e puntuale sulla pelle. Ma quanti dubbi, se già sei passata per le mani di un bel seduttore.
Mi dite voi a che serve un fidanzato se non si può chiamarlo quando occorre? E questo 'occorre' è termine sottovalutato. Perchè può 'occorrere' anche solo per sentirsi dire "Buongiorno amore" o per perdere tempo quando l'ansia del mondo ci opprime e vorremmo solo una persona amica in grado di assecondarci.
Se siamo donne forti in cinico mode on allora reagiamo a questa totale inadeguatezza dell'uomo medio (seduttore o no) trovandoci una comoda storia clandestina con l'uomo bello e impossibile da cui sappiamo già - tacito accordo - di non poterci aspettare quel tipo di cose sopra citate.
...to be continued
21 giugno 2006
Riflessioni /Donne
Alle donne piace vezzeggiarsi e civettare. Mai per un intento finale di conquista. Loro si sperimentano, facendosi le unghie sulla pelle degli uomini, proprio come i gatti - eterni cuccioli - tra una fusa e l'altra fanno pallette di topi incauti e poco svegli.
Anche io sono donna. Mi piace crogiolarmi tra gli uomini, provocandoli lieve e sempre cosciente che pochi di loro davvero meriterebbero anche solo un mio sguardo.
Perchè sono bella, almeno così so apparire. Affascinante se lo voglio riesco ad esserlo ancora. Occhi verdi ma sempre instabili nel cambiare colore a seconda della luce che li raggiunge. E dentro il fuoco. Lo chiamano entusiasmo.
Forse.
Pura voglia di vivere che, quando a tratti d'improvviso mi abbandona, lascia tutti senza parole e me, soprattutti, senza fiato.
A volte però mi imbatto in un Uomo. Raro avvenimento, un Uomo. Capisci di averlo incontrato quando, maliziando timidamente nei suoi occhi, finisci talmente in profondità che risalire è come dopo un tuffo ad una cascata. Una lunga e frizzante apnea....
Anche io sono donna. Mi piace crogiolarmi tra gli uomini, provocandoli lieve e sempre cosciente che pochi di loro davvero meriterebbero anche solo un mio sguardo.
Perchè sono bella, almeno così so apparire. Affascinante se lo voglio riesco ad esserlo ancora. Occhi verdi ma sempre instabili nel cambiare colore a seconda della luce che li raggiunge. E dentro il fuoco. Lo chiamano entusiasmo.
Forse.
Pura voglia di vivere che, quando a tratti d'improvviso mi abbandona, lascia tutti senza parole e me, soprattutti, senza fiato.
A volte però mi imbatto in un Uomo. Raro avvenimento, un Uomo. Capisci di averlo incontrato quando, maliziando timidamente nei suoi occhi, finisci talmente in profondità che risalire è come dopo un tuffo ad una cascata. Una lunga e frizzante apnea....
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