Ho scritto alle Iene di canale 5.
Siamo davvero nelle mani di sciacalli e iene??
Sto combattendo da sola (ma temo che siamo tantissimi "soli") con i gestori delle linee telefoniche, che mi riempiono di cazzate da quasi un anno. Prima è stato Tiscali, ora Fast Web ed oltre al danno di non aver avuto MAI la linea telefonica, mi chiedono anche di pagare 160 euro di attivazione!? Ma siamo matti? Io pagherei ben volentieri, se potessi avere la linea telefonica. Ma niente! Neanche l'ombra.
E il problema di chi è? DI TELECOM!?!?
Mi sembra di impazzire, sto vivendo con fast web a distanza di quasi un anno le stesse identiche trafile burocratiche e di servizio clienti passate con Tiscali. Per lo meno Tiscali mi aveva detto subito che la linea sarebbe passata per Telecom (premetto che io non avevo proprio la linea a casa, quindi non sono passata da Telecom ad altri!).
Ho scelto poi Fast web, quando ha annunciato - con cartello sotto casa - che era arrivata li con la copertura (ho pensato: Fibra ottica! finalmente!). L'agente mi ha confermato che Telecom non c'entrava niente. Invece dopo 10 giorni chi mi telefona? Un tecnico Telecom!!!!!
Ho inghiottito la rabbia ed accettato di proseguire. Dopo due giorni arriva anche il tecnico fast web, installa il modem, prova la linea. Wow!! funziona!! peccato che appena lui è andato via (tutto ciò accadeva ieri 27 settembra) la linea è sparita con lui. Il telefono risulta occupato (esattamente come Tiscali) e i tecnici fast web non sanno a chi dare la colpa.
Aiutoooooooooooooo oooooooooooooo ooooooooooo oooooooo!!!
Possibile che siamo così abbandonati????
Là dove perdon senso i fatti, ecco parole prender lentamente forma e giri senza fine condurre il tempo a perdersi in un sogno. L'angolo di Chimera è qui, per quello.
28 settembre 2007
18 settembre 2007
Poesie / Nudi alla meta

Primo vestito è il giudizio altrui,
che copre corpo e mente per pudore
ed una volta fatto quell'errore
anche a guardarsi addosso non v'è scampo.
Della saggezza, nobile armaura
con cui difender nobili valori
spesso rimane ruggine e poltiglia
in quella melma ch'è l'ipocrisia.
Benvenga dunque tremula, una foglia
a rendere visibile l'ignoto
tutti quei sentimenti che copriamo
per rimanere ligi ed infelici
mentre la vita va
per altre strade.
30 agosto 2007
Poesie / Gioia devastante
Mie son le parole
e la gioia devastante,
quella che lascia
senza preavviso
in mano al mondo
triste
e senza pace.
Mie, parole di ghiaccio,
stanche le membra,
ora
di punto in bianco
taccio
e la gioia devastante,
quella che lascia
senza preavviso
in mano al mondo
triste
e senza pace.
Mie, parole di ghiaccio,
stanche le membra,
ora
di punto in bianco
taccio
27 luglio 2007
Ode al ciclista urbano
Perchè la bici non è solo un mezzo per fare sport, ma un mezzo di trasporto in piena regola, una forma di protesta quotidiana contro le multinazionali del petrolio e le loro guerre, contro il logorio della vita moderna, fretta, stress e quant'altro. Fiero di non essere un automobilista!
Ode al ciclista urbano
Fluida, scorrevole come l’acqua che va,
scivola senza tentennamenti
la gomma sull’asfalto bagnato
di sudore, sangue, piovaschi.
Condita con olio e acido lattico gira
silenziosa e possente la catena,
sulla moltitudine di denti affilati
di pignoni e corone che mordono
la strada come la vita,
azzannando aria, smog, libertà.
Pompa il cuore, vanno le gambe
mulinando impazzite, in guerra
col vento contrario e il gelo di certi giorni.
Lacrimano gli occhi saettando a destra e a manca,
stringono salde il manubrio le mani,
come una spada, un gladio nell’arena stradale,
di petali e spine, di elmi, tombini e scudi,
clangore di metallo e motori.
Stretti i denti e serrata la mascella,
sempre più veloci in un’aria che fatica a contenerci,
esplodiamo in questo liquido tendente al solido,
l’anima buttata là, sui pedali,
e la schiena incurvata
come il guscio di una svelta tartaruga,
agile tra le luci gialle, rosse, verdi, blu,
prive di autentico valore nel dedalo
delle vie a due ruote e carboidrati.
Niente più schiavitù, niente più catene,
tutte spezzate, tutte tranne una,
oliata e silenziosa,
veicolo di dinamicità e libertà,
del bastare a se stessi,
di evasione amicizia felicità
quiete contemplazione sorrisi
lotta rivoluzione pace essenzialità
in questo minimale viaggio quotidiano.
Ode al ciclista urbano
Fluida, scorrevole come l’acqua che va,
scivola senza tentennamenti
la gomma sull’asfalto bagnato
di sudore, sangue, piovaschi.
Condita con olio e acido lattico gira
silenziosa e possente la catena,
sulla moltitudine di denti affilati
di pignoni e corone che mordono
la strada come la vita,
azzannando aria, smog, libertà.
Pompa il cuore, vanno le gambe
mulinando impazzite, in guerra
col vento contrario e il gelo di certi giorni.
Lacrimano gli occhi saettando a destra e a manca,
stringono salde il manubrio le mani,
come una spada, un gladio nell’arena stradale,
di petali e spine, di elmi, tombini e scudi,
clangore di metallo e motori.
Stretti i denti e serrata la mascella,
sempre più veloci in un’aria che fatica a contenerci,
esplodiamo in questo liquido tendente al solido,
l’anima buttata là, sui pedali,
e la schiena incurvata
come il guscio di una svelta tartaruga,
agile tra le luci gialle, rosse, verdi, blu,
prive di autentico valore nel dedalo
delle vie a due ruote e carboidrati.
Niente più schiavitù, niente più catene,
tutte spezzate, tutte tranne una,
oliata e silenziosa,
veicolo di dinamicità e libertà,
del bastare a se stessi,
di evasione amicizia felicità
quiete contemplazione sorrisi
lotta rivoluzione pace essenzialità
in questo minimale viaggio quotidiano.
25 luglio 2007
Detto da me / Bacchette magiche.
Si avvicina il V-Day e ancora non ho capito (come me tanti, credo) cosa effettivamente ci si aspetta nel "v-day after", ovvero: cosa dovrebbe succedere dopo l'8 settembre? Mobilitazione di massa, certamente, facciamo vedere a tutto il mondo che se vogliamo sappiamo scendere in piazza a lamentarci.. e sottoscriviamo questa azione (finalmente UNA azione) finalizzata ad ottenere un po' di pulizia in parlamento.
La gente vuole un Che Guevara e chiama a gran voce Grillo, che ha avuto il solo merito (ma non è cosa da niente!) di dire le cose come stanno e adottare dei mezzi di comunicazione senza filtri... Ma Grillo non è nè vuole fare il politico!
Allora mi domando: chi è che dovrebbe prendersi questa grande noia o briga di entrare nella melma della politica? Dovrebbe spettare aognuno di noi, ma io personalmente non saprei neanche da dove cominciare... Ed ecco il primo inghippo della politica, copme succedeva ai tempi delle antiche abazie, quando a pochi e solo a pochi era data la possibilità di imparare la scrittura e la lettura e l'ignoranza rendeva tutti facili prede di pochi che li governavano.
Vorrei che fosse più facile entrare nel merito dell'azione politica. Non è un lavoro per pochi. Non deve esserlo. E' un lavoro che dovremmo assumere tutti, ciascuno in piccole dosi, altrimenti succede quello che sudcede ora: coloro che paghiamo perchè ci servano sono di fatto diventati i padroni. A nostre spese.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri...
La gente vuole un Che Guevara e chiama a gran voce Grillo, che ha avuto il solo merito (ma non è cosa da niente!) di dire le cose come stanno e adottare dei mezzi di comunicazione senza filtri... Ma Grillo non è nè vuole fare il politico!
Allora mi domando: chi è che dovrebbe prendersi questa grande noia o briga di entrare nella melma della politica? Dovrebbe spettare aognuno di noi, ma io personalmente non saprei neanche da dove cominciare... Ed ecco il primo inghippo della politica, copme succedeva ai tempi delle antiche abazie, quando a pochi e solo a pochi era data la possibilità di imparare la scrittura e la lettura e l'ignoranza rendeva tutti facili prede di pochi che li governavano.
Vorrei che fosse più facile entrare nel merito dell'azione politica. Non è un lavoro per pochi. Non deve esserlo. E' un lavoro che dovremmo assumere tutti, ciascuno in piccole dosi, altrimenti succede quello che sudcede ora: coloro che paghiamo perchè ci servano sono di fatto diventati i padroni. A nostre spese.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli altri...
24 luglio 2007
Poesie/ Prima o poi
Vorrei piacerti. Sempre.
Scorrere sulla tua pelle, leggera ed impercettibile come l'aria, come una primavera già matura che diventa estate, in una sera. Prenderti, vento caldo, emozionarti e non lasciarti andare.
Vorrei piacere a me.
Ogni momento, essere forte, tiepida, glaciale, ardente, libera dalle passioni basse, quelle che fan tremare anche le foglie, vorrei volare in alto e ridere di gusto.
Oggi, che non mi piaccio, non ti piaccio, sono niente, come i ricordi: giacciono immobili fino a farci male, neanche le lacrime in fondo riescono a guarire. Sono malata dentro eppure vivo.
Forse, nel mio silenzio, prima o poi sparisco.
Scorrere sulla tua pelle, leggera ed impercettibile come l'aria, come una primavera già matura che diventa estate, in una sera. Prenderti, vento caldo, emozionarti e non lasciarti andare.
Vorrei piacere a me.
Ogni momento, essere forte, tiepida, glaciale, ardente, libera dalle passioni basse, quelle che fan tremare anche le foglie, vorrei volare in alto e ridere di gusto.
Oggi, che non mi piaccio, non ti piaccio, sono niente, come i ricordi: giacciono immobili fino a farci male, neanche le lacrime in fondo riescono a guarire. Sono malata dentro eppure vivo.
Forse, nel mio silenzio, prima o poi sparisco.
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