03 agosto 2009

Io arrivo sempre dopo.

Io arrivo sempre dopo.
Sono così concentrata sui miei passi, guardandomi intorno come un ramarro ma con la visuale limitata di una formica, che poi quando tutto accade resto in piedi, mentre il terremoto scuote e fa cadere intorno ogni mobilio e cecchini sparano basso, altezza ventre, costringendo qualunque persona normale ad accucciarsi e cercare riparo.

Resto in piedi. Insensata donna piena di ferite, non mi piego. Cerco l’amore, come un otre vuoto vuole la pioggia, e non mi sazia mai l’altrui benevolenza. Dei paradossi che mi fanno veste adorno oziosamente i miei pensieri. Gente di ieri che mi vuole bene, che vuole rimaner nella mia vita, magari riaprendo ogni mia ferita, si aggrappa alle scuciture in questo vecchio abito che è la mia anima e piano piano rimango nuda e freddolosa. Mi manca il caldo di quel grande amore, che mi aveva ricoperto di fiducia. Mi manca come il pane, quando hai fame, come quell’otre vuoto di acqua e pieno di arsura e sete.

Come ti posso spiegare cosa provo? Come ti posso dir quanto mi offende, saperti così vago, così presente eppure tanto chiuso…? Eccomi in piedi, a ricucire strappi, allungandomi sui gomiti come militare ad una esercitazione…..

1 commento:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie