19 giugno 2006

Oggi ti imparo

Alessandra.
Esistono giorni in cui sembra di essere trasparente. Si, lo so. E' solo un'impressione. Eppure a volte sembra che nessuno ti noti ed una interessante sensazione di euforia ti pervade facendoti sentire onnipotente. Forse così si sentiva anche Alessandra, mentre osservava il panorama scorrere eguale e diverso sotto i suoi occhi, in auto. "A cosa pensi?" le domandai, stanca di ascoltare solo il rumore ciancicato della radio che perdeva di continuo la frequenza. "L'ha fatto ancora..." rispose, senza distogliere lo sguardo dal vuoto avanti a se. Aveva appena parlato con voce sommessa al telefono. Aveva voglia di incontrare Fabio, dopo quasi una settimana che non si vedevano per impegni di lavoro, anche se lui alla fine sembrava aver preferito andare a giocare a pallone con gli amici "Perchè tu sarai di certo stanca, dopo il viaggio..." "Di cosa parli?" chiesi, senza aver ancora deciso se mi interessava davvero. "Ha preso un'auto da un amico. Certo gliela regala.. ma solo di assicurazione pagherà 2000 euro!? Gliel'ho detto che per me è una cretinata, ma niente.. l'ha presa lo stesso! Vedrai che dovrà spenderci sopra un sacco di soldi.." Parlava di Fabio, una storia di appena un anno e mezzo che già faceva acqua a catinelle. Alessandra mi aveva appena finito di raccontare di come sua madre la chiamasse testarda perchè "quando mi metto in testa una cosa non mi smuove nessuno!" ed io le chiesi se le sembrava giusto cercare di costringere Fabio a fare quello che secondo lei era giusto, quando lei per prima non seguiva neanche i suggerimenti della madre "Ma che c'entra! Noi abbiamo tanti progetti.. e finchè lui fa come gli pare non potremo mai metterli in pratica" Tacqui per riflettere qualche istante. Mi domandavo come mai tutte le donne che conoscevo in quel periodo sembravano convinte che mettere al dito un anello desse loro lo scettro per decidere del destino di qualcun altro. Decisi di cercarel e parole per fargli capire il mio punto di vista. "Sai.. a volte trattiamo i nostri partner come se fossero dei bambini. Poi ci lamentiamo quando non si dimostrano in grado di gestire i problemi da soli e ci sentiamo trascurate" esordii. "E' vero!" mi disse con enfasi girandosi verso di me per continuare il discorso che sembrava interessarle. "E' solo che ogni cosa che lui fa.. per me è sbagliata!" "Ma hai provato a lasciarlo fare fino in fondo? Insomma.. - esitai, vista la difficoltà ad entrare nel merito di un discorso che non mi riguardava punto - lascialo sbagliare! E poi.. deciderai se è il caso di continuare a dargli fiducia. Ma come puoi pretendere che cresca e sia per te l'uomo che vorresti, se prima ancora che lui faccia qualcosa già gli hai detto come tu lo vorresti!"

Chiara
Si sistemò ancora meglio sul sedile della mia piccola auto, lasciando il panorama sfuggente al suo destino per rivolgere a me occhi titubanti. "Tu lo sai che è sposato, vero? - esordì senza mezzi termini - e l'incoerenza di tutta questa storia da un lato mi affascina.. dall'altro mi terrorizza" "Io sono solo preoccupata per te - le risposi, senza perdere di vista la strada, mentre dentro cercavo di trovare la calma per affrontare quel nuovo argomento con tutto il distacco che si deve, in favore della mia amica - ho già visto questo tipo di storie finire male. Partono già perdenti. Altre amiche hanno perso un mucchio di tempo dietro le esitazioni di qualcuno che alla fine hanno dovuto lasciare, perchè non riusciva a prendere una posizione ben precisa." Cambiai posizione lasciando per un momento il pedale dell'acceleratore. "Lo so." La sua risposta secca sembrava mettere fine all'argomento, invece proseguì. "La verità è che io non mi aspetto nulla. Non vorrei proprio essere la causa della sua separazione, sai bene come la penso: nessuna felicità può nascere dall'infelicità altrui. Credo che debba esser lui a scegliere che strada seguire. Ma lui non ha mai voluto illudermi, anche per questo lo amo. Però mi ha fatto una promessa: qualora dovesse accorgersi che la nostra strada non conduce ad una vita comune, sarà lui il primo a metter fine al tutto. Ti pare poco? Mi fido di lui..." "Beh.. questo cambia un po' le cose, in effetti - le risposi sorridendo, mentre finalmente sfuggiva dalla mia pelle il vestito da sorella maggiore che questo tipo di vicende mi costringeva ad indossare - l'importante è che tu non soffra... molto. L'amore a volte fa danni di portata enorme" "Ma è così dolce, viverlo. Potresti mai immaginare un giorno piatto, senza quell'adrenalina che ti prende quando sai che dopo pochi minuti lo incontrerai? Certo, è faticoso, a volte complicato come nel mio caso ma.. - esitò sorridendo estasiata dal pensiero che percorreva partendo dalla coda - quanto ne vale la pena, quando la fatica la si compie in due!" "Hai ragione" risposi sorridendo volentieri e lasciandomi trascinare, me nolente, nella dolcezza delle sensazioni che per me erano solo lontani ricordi Guidavo socchiudendo gli occhi per impedire ad una lacrima impertinente di soffocarmi gli occhi. Già.. l'amore. Quella strana mescola di sensazioni e contrasti che a volte rende dolcissimo vivere, altre volte rende desiderabile la morte. Quello era il periodo più strano per me, che mi ritrovavo così spesso a fare da confidente alle amiche eppure in prima persona avrei avuto bisogno di confidare a mia volta i travagli che mi affliggevano profondamente. Fermai l'auto davanti al portone d'ingresso dell'associazione, presso cui eravamo attese quella sera, e attesi che Chiara scendesse, per poi parcheggiare poco distante.

Gaia
Ero già seduta al mio tavolo da più di un quarto d'ora e, nell'attesa che lei arrivasse, sorseggiavo con disinvoltura un fresco calice di prosecco, scavalcando con studiata indifferenza gli sguardi ammiccanti di qualche piacente rappresentante solitario del sesso maschile, quando la vidi entrare allegra e spensierata come una bimba. Aveva sollevato la mano sorridendo, in un gioviale saluto e l'uomo che si trovava tra me e lei si era immediatamente eccitato, vantandosi con l'amico di conoscerla. Gaia non passava inosservata, per quanto a volte amasse condire il proprio aspetto di colorati foulard dal sapore un po' infantile. 29 anni molto ben portati ed una massa di capelli scuri e abboccolati che incorniciavano un candido ovale, su cui sembravano apposti non a caso due verdi smeraldi: ecco il suo ritratto. "Ciao!! Che bello rivederti!" la accolsi con sincero entusiasmo. Mi sembravano passati secoli dai giorni estivi che avevamo condiviso, non molto prima in fondo. Dopo un appassionato abbraccio prendemmo posto al tavolo, scherzando con il cameriere che conosceva bene entrambe. Ed alla fine di una lunga serata di chiacchiere spensierate, ecco la notizia: "Mi sono fidanzata. Non indovinerai mai con chi!" Sorrisi. In qualche modo lo sapevo, anche se la cosa non era poi così scontata. Lui aveva 23 anni ed una vita molto più adulta di lei, alle spalle. Giovane, energico e a volte cinico, ma senza convinzione, un po' per sport, un po' per non morire... Ammirai senza invidia la luce che brillava nei suoiocchi, mentre parlava di come lui si fosse dimostrato subito pronto a mettere in discussione tutta la sua vita solo per farle piacere, anche se non riuscivo a tenermi dentro la sensazione di pericolo che percepivo da questo tipo di dichiarazioni. Quando si è giovani ed innamorati, spesso si confonde l'oggi con il per sempre e si dimenticano tutti i problemi come se una invisibile bacchetta magica avesse il potere di eliminarli. Poi passa l'attimo, la passione sfuma nel vero ed i difetti dell'uno e dell'altra emergono prepotenti e con evidenza sempre maggiore. Diventano sempre più forti le istanze personali e si abbandona quasi completamente quella vena romantica che ci aveva fatto promettere mari e monti all'altra metà del nostro cielo... Quante volte avevo assistito, testimone o protagonista, a questa metamorfosi? Eppure non volevo sfumare i sogni della mia amica nella previsione realistica della loro evoluzione, che io avevo preavvisato nella sua storia e, probabilmente commettendo un grave errore, per istinto cercai parole caute per farla andare un po' più piano, più conreta verso quella costruzione drammatica ed ammirevole che è l'amore. Meglio se non lo avessi fatto. "Kristine, mi stai trattando come una bambina!" replicò secca alle mie parole. Strano come, quando parli di qualcosa di particolarmente intimo e vorresti che il mondo ti ignorasse, improvvisamente tutto intorno tace e ti senti immersa nel "prossimo" fino ai piedi. Qualcuno infatti si era voltato e ci osservava in silenzio. "Beh.. scusa, non volevo certo.. - balbettai sentendomi davvero colta di sorpresa - intendevo soltanto dire che.. è molto facile promettere il mondo quando tutto è rosa, e si è all'inizio di un amore ma.. " "Ma ti ho appena detto che con lui è diverso! - continuò con il medesimo tono Gaia - lo sai, ho già convissuto con altri, ma lui è diverso. Te lo devo proprio dire, Kristine, a volte parti per la tangente e non ti importa nulla di quello che ti viene detto, quando ti fai un'idea.. dev'essere quella!" Parlò tutto insieme, mescolando le carte dei propri sentimenti evidentemente feriti con un ragionamento rivolto a me in modo diretto e privo di mezzi termini che mi spiazzò. Devo essere arrossita fino all'osso. Non mi piace sentirmi invadente e presuntuosa, meno ancora sentirmelo rinfacciare in un modo così diretto. Cambiai immediatamente rotta, con una retro marcia che avrebbe fatto impallidire i migliori diplomatici internazionali e ritrovai la serenità di una piacevole chiacchiera tra conoscenti. Ma dentro mi chiedevo che tipo di amicizia stesse per cominciare, in quel modo così poco schietto che mi era nuovo.

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