09 agosto 2006

Racconti a due mani/Il mistero del lago

Accidenti...il ponte è crollato! E ora che faccio? Proprio oggi dovevo mettermi nel bosco a cercar funghi, tanto non li conosco neppure! Lassù vedo qualcosa, sembrerebbe un caseggiato, sì, vicino al lago...che lago strano però, ha un colore inusuale. Proverò a chiedere asilo finché il ponte non sarà sistemato: non funziona neanche il cellulare, spero che ci sia un telefono per avvisare a casa. Chi avviso poi....
Strano posto..."C'è nessuno?"
Alla reception il deserto.

Ma che strano via vai di gente – penso, mentre mi dirigo all'uscita per una passeggiata - nessuno che dice una parola, come se avessero .. paura.
"C'è nessuno?" sento una voce di donna chiedere alla reception e mi avvicino. "Credo che la proprietaria sia momentaneamente assente, signora. Mi chiamo Kristine e se posso esserle utile in qualche modo.. non esiti."
La osservo senza darlo a vedere, nella sua calma apparente mi sembra di scorgere una qualche forma d’irrequietezza non meglio identificata.
Mi piacerebbe proprio sapere dove è finita Kim, da un intero giorno non la vedo e comincio a preoccuparmi.. il lago rosso.. gente sparita.. gotici non meglio identificati. Tutto ciò comincia a togliermi la serenità. Ma non ero venuta qua per scrivere finalmente il romanzo della mia vita?

"Non sa mica se c'è una stanza libera? Mi adatto anche a condividerne una con qualcuno, non ho problemi...sa...il crollo del ponte mi ha messa in questa situazione di non poter tornare in paese!"Questa Kristine mi sembra una persona gentile...che sia di buon auspicio? Avrei proprio bisogno di un po’ di relax dopo tutto!"Sa quando torna la proprietaria?"
“Sa quando torna la proprietaria?”.Qualche minuto per decidere che questa donna mi piace. Carattere spigliato, praticità tipica delle donne che se la sanno cavare in ogni situazione. Si può fare.
"Guardi.. non so proprio dirle quando tornerà, ma ci aveva avvisati del disastro del ponte e dell'arrivo di due ospiti inattesi.. Io ho una camera doppia che uso da sola, se la cosa non le dà noia sarei lieta di dividerla con lei, finché Kim non troverà una migliore sistemazione o il ponte non sarà aggiustato."
Penso ai miei tic, all'insonnia e alla mia paranoia di fare il bagno ogni volta che mi passa per la testa e decido immediatamente che saprò rinunciare a qualche mio vizio, per una convivenza temporanea.

Questa a casa mia si chiama "una mano tesa"...già. Meno male. Non so se sperare che non riaggiustino il ponte almeno per un bel po’, che il lavoro vada al diavolo per una volta! Solo che non ho bagagli con me, ero partita per fare una semplice passeggiata nei boschi, quindi i miei unici averi in questo momento sono nello zaino: mi arrangerò alla meglio."Grazie, sono veramente felice di conoscerla!" Le sorrido. Lei ricambia timidamente."Io mi chiamo...non importa il mio vero nome, tutti mi chiamano Mynona o semplicemente Minnie."

Mynona. In un lampo si affaccia alla mente l'indiscreta domanda di cosa si celi dietro quell'inconsueto appellativo, ma è solo un attimo.
"Bene Minnie, allora direi di cominciare dandoci del tu. Non amo dividere la mia vita con chi non conosco - scherzo ridendo - e poi se vuoi seguirmi ti presento la camera. E' al primo piano, numero 106. Per il momento dovremo arrangiarci con una chiave sola, ma appena giungerà Kim ci faremo dare la seconda. Nella bacheca lì in fondo troverai una sommaria esposizione delle regole relative ai pasti. Io stavo per recarmi al lago... - esito - per capire la sua evoluzione. Sembra che nella notte si sia tinto di rosso e.."
Beh, non concludo la frase, creare allarmismi inutili quando magari è tutto un parto della mia fantasia.. no, meglio di no..
Guardo sorridente la nuova ospite "Andiamo!" concludo con piglio energico e convincente.

La osservo mentre s’avvia per le scale verso il primo piano, incantata per qualche attimo, seguendola con lo sguardo, persa nei miei pensieri. Probabilmente siamo coetanee o giù di lì, anche se, come me, dimostra molti anni in meno, ma ci sono alcuni particolari che a una quarantaquattrenne non sfuggono, piccole cose, come le mani o quelle minuscole rughe a lato degli occhi…Arrivata in cima alla rampa ecco che si gira, guardandomi, nell'attesa di un mio movimento. “Arrivo, scusami, mi capita spesso di perdermi in me stessa!”
La raggiungo e insieme entriamo nella camera: il letto è matrimoniale, ma non c’è problema, almeno per me. Il bagno è spazioso e dotato di una bella vasca…bene. Noto qualche libro sparso qua e là: una lettrice! Chissà se mi presterà qualcosa per passare il tempo, nello zaino ho solo “Harry Potter e la camera dei segreti”, il volume che sto leggendo, ma ormai sono già oltre la metà. Il ché significa che entro sera sarò senza “pane per i miei denti”.

L'unica vera ricchezza cui aspiro sono i libri. Ne sono realmente gelosa, come lingotti d'oro per un avaro. Mi piace usarli, leggerli personalizzandoli, lasciare il segno del mio avido passaggio sulla cucitura senza però arrivare a rovinarli.Ma amo leggerne sempre e solo uno per volta, evitando di cedere alla curiosità di cominciare un nuovo libro, che pure mi appassioni, se non ho prima finito quello precedente.Guardandomi intorno noto il disordine del mio vivere e cerco di rendere più umana la camera, resa "mia" anche solo da poco più di due giorni che vi abito. Restituisco i libri sparsi in giro alla libreria che ho apprezzato nella piccola nicchia antistante il bagno e torno ad occuparmi della nuova coinquilina.
Mynona, temporaneamente "persa in se stessa" mi raggiunge subito dopo. Sorrido nel sentirle usare quel termine che potrebbe essere mio. Come lei anche io a volte mi estranio perdendomi in riflessioni o solo inseguendo la coda di un’idea per risalirla fino a tornare a me. "Ecco qui. Due letti separati. Credo proprio che non staremo male..!"


Sono talmente stanca che sento il bisogno di sdraiarmi un po’ per riprendere fiato.
“Spero non ti dispiaccia se mi rilasso un attimo sul letto, la camminata nel bosco mi ha leggermente affaticato, senza contare lo stress della situazione in sé…”.
“Non ti preoccupare – mi risponde – io ero giusto scesa per fare una passeggiata fino giù al lago! Ci sentiamo dopo”.
Detto questo, mi lascia sola nella stanza. Mi sdraio sul letto, anzi, mi ci butto proprio sopra per sentire com’è il materasso o se magari cigola: non sopporto i letti morbidi con le molle che urlano in modo straziante a ogni minimo movimento, qualche volta ho dormito sul pavimento piuttosto. Tutto sembra in ordine: posso lasciarmi andare.
Dopo pochi istanti sono già assopita. Credo di sognare... Qualcosa d’indefinito, non saprei se descriverla come una presenza, un’essenza, mi sta guardando dalla finestra fluttuando a mezz’aria e mi fa cenno con una mano di seguirla. Impaurita sento il mio corpo sollevarsi verso quell’essere che ora s’avvia verso il lago. Vuole che vada con lei, è palese. La curiosità prende il sopravvento sulla paura: chissà cosa avrei trovato ad attendermi.
Il lago è di un rosso talmente cupo da paralizzarmi: sembra un’enorme chiazza di sangue rappreso. E’ un presagio di qualcosa di sinistro che deve accadere, oppure il segnale di un fatto già compiuto? Di certo qualcosa di funesto aleggia lì intorno.
Cerco di riprendere il controllo ma un rumore mi sveglia.

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