02 agosto 2006

Racconti / non so volare

Avrei voluto essere una di quelle donne decise, ma capaci di rassegnarsi, e con la vita piatta, che sanno sempre dove va messa a posto ogni cosa e comprano armadi giusti di dimensione, dove ordinare scatole (giuste di dimensione!) in gradazione organica di colori.

E non sono.

Sono sciatta, disordinata e spesso infelice di me, quando sento invece la necessità di un ordine superiore che mi conduca a mettere tutto a posto finchè vivo.

Indipendente fino all'osso, altrettanto desiderosa di dipendere, mi lascio amare, amando con tutta me stessa fino ad esaurirmi totalmente.
O forse è solo la fiducia quella che poco a poco viene meno. Quando si conosce qualcuno talmente bene che prima o poi la bilancia dei difetti diventa tanto iù pesante di quella dei pregi. E allora che si fa?
Non so. Ammiro la gente che alla crisi del 4 anno (eh.. lo dice Alberoni. Le crisi moderne sono al 4 anno e non al 7) si ferma, riflette e poi supera tutto a piè pari, come se nulla fosse accaduto, dopo aver allagato il mondo di vittimismo inutile.
Io, vigliacca che si trincera dietro non so quali scuse, aspetto giocando fino all'ultimo le carte del 'nemico' ed alla fine distruggo l'intero castello per cominciare una nuova partita.

Giocatrice sporca? Mi chiede chi ancora non mi conosce. Fin troppo pulita, credo invece. Non so rimanere nei miei dubbi e quando non mi piaccio più finisco per ricominciare tutto da capo.

Non so volare dietro ai ghirigori di chi smette di seguire i miei sogni per inventarsi favole in cui credere davvero. Non so inseguire chi prima era orientato esclusivamente a me ed ora sembra orientato solo ai soldi, come se potessero riscattare un'intera vita.

Allora apro le braccia libero quell'intrepido volatile disinteressandomi dei suoi voli, che più non mi riguardano. E mi abbandona presto anche la gelosia che in genere mi stringe il cuore fino a farmi male.

*I libri! ora.. a chi devono andare?* penso, mentre naufrago sui relitti di un amore che scopro di giorno in giorno esser finito già da diversi mesi. E quando scavo, il puzzo viene su fino a far male.

Vorrei invece sotterrare tutto come un bel funerale, piangerci sopra un poco e poi riprendere a vivere la vita.

Sono egoista? Forse si, penso ai libri da dividere.. ed alle foto. A chi vanno le foto quando un amore finisce? Ricordi colorati che sbiadiscono piano (troppo piano) nell'immenso niente che rimane dopo lo Tzunami.

Che voglia di ferirlo, di dirgli quanto io stia male per colpa sua. Eppure sono io che l'ho voluto.. lasciandolo lentamente e respingendolo sui bordi del talamo fino a fargli imparare che poteva resistere anche lui nel freddo del non-amore. Capite quando dico che sempre è ogni giorno? Si costruisce con fatica, rinuncia di se' e dedizione perchè appena si abbassa la guardia e si smette di amare l'altro specularmente fa esattamente lo stesso.

Nessuno ama se non è amato.

E dopo ti guardi nello specchio vuoto che rimane. Si, perchè un amore che finisce è sempre un po' uno specchio che si frantuma sotto i tuoi irriverenti sguardi. E lì per li ti senti liberato, nudo riprendi a vivere, toccando con lieve mano la libertà che esonda dal nulla.

Senza specchio.

Lui che ti guarda è te, con i tuoi occhi, pian piano indifferenti. Tu che lo guardi sei per lui quel mondo in cui operare, agire, senza fretta.

Amore, sei tu? Sei tu che prima aspettavi tutto il giorno solo per vedermi sparire dietro la mia porta di casa, ed oggi mi abbandoni imprecandomi contro per un ritardo di 10 minuti a pranzo?
Amore..

E non è coccole, non specchio, dicono. Non è trovare forza dallo sguardo compiaciuto ed orgoglioso di chi ami? Non è il volare, per arrivare sempre a nuovi traguardi insieme? Scambiarsi le opinioni sulla gente, complici amanti nascosti nelle spoglie di una normale coppia.

Ma guai a pensare che possa durare per sempre, perchè sempre è ogni giorno.. e ogni giorno può finire.

1 commento:

massimoz ha detto...

Sai volare, altrochè!!!